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SVEZIA

Non c'è un nesso tra le vittime. «Lui un recluso senza contatti sociali»

La polizia svedese indaga sulla strage e non riesce a spiegarsi la scelta delle persone cui ha sparato
AFP
Fonte ATS
Non c'è un nesso tra le vittime. «Lui un recluso senza contatti sociali»
La polizia svedese indaga sulla strage e non riesce a spiegarsi la scelta delle persone cui ha sparato

ÖREBRO - Il killer di Örebro avrebbe pianificato per giorni la strage, acquistando con anticipo munizioni e petardi. Ancora non si spiega però la scelta delle persone a cui ha sparato. Se dei testimoni avevano raccontato che pareva scegliere di volta in volta le vittime, la polizia svedese riporta come non ci sia in realtà alcun nesso tra loro.

«Analizzando il modus operandi dell'aggressore, all'interno della scuola dove ha sparato i colpi e dove si trovavano i feriti e i deceduti, possiamo affermare che non c'è un denominatore comune», ha detto Niclas Hallgren, vice capo della polizia nella regione, intervistato dalla tv di servizio pubblico svedese, Svt. L'unico collegamento per ora trovato è che il 35enne era iscritto nella scuola della strage. Le vittime sono di etnia diversa dall'attentatore, che ha urlato «via dall'Europa!» ma i colpi sembrano essere stati esplosi in modo casuale: anche il movente etnico non appare essere probabile.

Gli inquirenti intanto confermano quel che dicevano di lui i parenti: «recluso, senza alcun contatto sociale», che viveva solo in un appartamento dal 2016.

Oggi la Svezia si è fermata per un minuto di silenzio, a Örebro come in altre città.

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