Le acque di raffreddamento saranno sversate in mare. Pechino non ci sta e auspica un passo indietro
Il ministero degli Esteri cinese: «Una decisione unilaterale e altamente irresponsabile». E il governo sudcoreano convoca l'ambasciatore giapponese.
FUKUSHIMA - Alla fine il governo giapponese ha dato il via libera allo sversamento in mare delle acque utilizzate per il raffreddamento dei reattori della centrale di Fukushima, rimasti danneggiati dopo il disastro nucleare avvenuto nel marzo del 2011. Si parla di più di 1,25 milioni di tonnellate di liquido contenente il trizio, un isotopo radioattivo dell'idrogeno che non viene eliminato dal sistema di bonifica. Ma a preoccupare più di questo è il rilascio di altri radionuclidi all'interno dei serbatoi. E da Pechino sono già arrivate le prime reazioni negative.
Sia la Cina che la Corea del Sud avevano già manifestato le proprie inquietudini negli scorsi giorni con l'emergere delle prime anticipazioni che vedevano l'ipotesi dello sversamento prendere sempre più corpo sui tavoli dell'esecutivo nipponico. E senza perdersi in eccessive perifrasi, da Pechino hanno parlato di una decisione «altamente irresponsabile», criticando la scelta «unilaterale» di Tokyo.
«Una decisione che non riguarda solo il Giappone»
Una decisione, ha commentato un portavoce del ministero degli Esteri cinese citato dall'agenzia Xinhua, che avrà «un tremendo impatto sulla salute umana e sugli interessi delle popolazioni delle nazioni confinanti» con il Giappone, che per Pechino ha soprattutto la colpa di non essersi consultato e confrontato con i suoi vicini prima di "premere il pulsante". E considerato che gli oceani sono un bene dell'intera umanità, ha ricordato, le modalità con cui sarà gestito lo smaltimento delle acque di Fukushima sono un questione che non riguarda solo il Giappone.
La Cina quindi per il momento resta alla finestra e osserva, auspicando un passo indietro da parte del governo del premier Suga. Ma se così non dovesse essere, non sono escluse eventuali conseguenze. E anche dalle parti di Seul la questione viene tenuta d'occhio con il massimo dell'attenzione. L'ambasciatore giapponese in Corea del Sud è già stato convocato dal ministero degli Esteri sudcoreano.
Le acque di Fukushima
Le tonnellate di acqua contaminata saranno trattate dalla Tokyo Electric Power Company (TEPCO) - la società elettrica proprietaria della centrale di Fukushima - per ridurre al massimo la presenza di sostanze radioattive. Oltre al trizio, che è probabilmente l'ultimo dei problemi in questo senso - avendo un impatto ridotto sull'organismo umano e un'emivita relativamente breve - in alcuni campioni di acqua già decontaminata sono state rilevate concentrazioni più elevate del previsto di alcuni isotopi di iodio e rutenio, che avrebbero dovuto essere invece eliminati attraverso il sistema di decontaminazione ALPS.