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ELEZIONI USA 2024«Peggio di una scimmia con una granata»

23.07.24 - 10:00
Razzismo, sessismo, teorie del complotto: la propaganda di Mosca ha già iniziato a colpire la probabile candidata dem alla Casa Bianca
keystone-sda.ch (Erin Schaff)
Fonte red
«Peggio di una scimmia con una granata»
Razzismo, sessismo, teorie del complotto: la propaganda di Mosca ha già iniziato a colpire la probabile candidata dem alla Casa Bianca

MOSCA - Non solo nel mirino di Donald Trump. Kamala Harris, sempre più lanciata verso la nomination per la corsa alla Casa Bianca dopo il ritiro di Joe Biden, è già finita anche nella traiettoria di fuoco dei propagandisti del Cremlino che - a differenza delle alte sfere della "nomenclatura" di Mosca - non hanno filtri né aplomb istituzionale nella loro grammatica.

L'innesco è stato il passo indietro di Biden. Quella scintilla di caos nella campagna elettorale americana ha dato il proverbiale "la" a raffiche di epiteti razzisti e contumelie sessiste, andando fin a riesumare vecchie teorie cospirative, a suo tempo già demistificate. Ma si sa, la rete ha la memoria corta. E allora ecco spuntare su X vecchie e false foto che ritraggono la Harris in compagnia di Jeffrey Epstein. O narrative che attribuiscono il suo percorso fino alla vetta della politica americana a meriti di letto - citando testualmente dai post: «she slept her way to the top», facendo riferimento a una breve relazione avuta nella prima metà degli anni '90 con Willie Brown (ai tempi speaker dell'assemblea dello Stato della California e poi sindaco di San Francisco) che già le causò qualche grattacapo nel 2003, in occasione della sua campagna elettorale per diventare procuratrice distrettuale di San Francisco.

E poi, come detto, il razzismo. Quello più puro e becero. E qui possiamo citare le parole di Andrei Sidorov, decano del dipartimento di politica globale all'Università statale di Mosca, che domenica sera sulla televisione statale russa ha dichiarato che «Kamala con il pulsante nucleare è peggio di una scimmia con una granata». O ancora, come riferisce Politico, le parole di Sergei Mardan, un altro noto propagandista russo, che su Telegram ha affermato, evocando ulteriori complottismi, che «il deep state» americano «sta pianificando di eleggere una baba come presidente», spendendo un termine russo con chiaro intento dispregiativo.

E tutto questo è probabilmente solo un assaggio di quello che - se incasserà effettivamente la nomination il mese prossimoalla convention democratica di Chicago - investirà nei prossimi mesi Kamala Harris.

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