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Il deepfake porn non risparmia la Svizzera: «Casi in aumento»

I pericoli dietro al fenomeno. L'esperto: «È sempre più facile creare contenuti falsi grazie all'intelligenza artificiale».
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Fonte 20Minuten
Il deepfake porn non risparmia la Svizzera: «Casi in aumento»
I pericoli dietro al fenomeno. L'esperto: «È sempre più facile creare contenuti falsi grazie all'intelligenza artificiale».

ZURIGO - I casi di deepfake porn si moltiplicano negli Stati Uniti. L’ultimo in ordine cronologico ha visto protagonista due adolescenti che hanno usato l’intelligenza artificiale per creare contenuti pornografici sulla base di fotografie e video di ragazze minorenni. Il tutto condiviso poi su una piattaforma di gioco online.

Le vittime erano minorenni - La madre di una delle vittime è rimasta scioccata: «È impossibile capire che le immagini sono false». I due giovani sono stati accusati di abuso sessuale e possesso di materiale pedopornografico. 

Secondo l'agenzia di stampa AFP, gli investigatori hanno trovato 347 immagini e video di un totale di 60 vittime, la maggior parte delle quali studentesse della scuola privata Lancaster Country Day School in Pennsylvania. Tutte le vittime, tranne una, avevano meno di 18 anni.

In Svizzera? - Anche la Svizzera purtroppo non è risparmiata da questo nuovo fenomeno. Roger Bonetti, portavoce della polizia cantonale di Zurigo, ha confermato a 20 Minuten che finora sono state ricevute diverse segnalazioni. «Raccomandiamo la massima attenzione nella pubblicazione e distribuzione di immagini personali».

Un fatto questo che non sorprende gli esperti. «È sempre più facile creare contenuti deepfake», ha spiegato ai colleghi d’oltralpe Dirk Baier, responsabile dell'Istituto per la prevenzione della delinquenza e della criminalità dell'Università di Scienze Applicate di Zurigo (ZHAW). «I casi aumenteranno in modo significativo».

I rischi e i pericoli - Ma quali sono i fattori che spingono le persone a pubblicare contenuti deepfake pornografici? Secondo Baier, la fine di una relazione e il rifiuto possono generare nell’uomo un sentimento di frustrazione e la necessità di vendetta. «Chiaramente non tutti si comportano in questo modo. Ma ora che è diventato così facile usare l’intelligenza artificiale, il rischio è sempre più grande». Un fatto questo che non interessa solo i minori: «Anche molti adulti usano questi strumenti».

Per combattere questo fenomeno, è necessaria una legislazione adeguata secondo Baier. «Ci sono delle lacune chiare nel Codice penale, come nel caso di tutti i nuovi reati digitali, compreso il cyberbullismo».

La prevenzione passa però anche dall’educazione. «I giovani - e non solo i giovani - devono capire che questi comportamenti sono pericolosi e possono nuocere alle vittime».

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