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RIVA SAN VITALE

La frana si muove: «Ora è molto pericoloso»

La montagna minaccia di staccarsi sulla cantonale per Brusino. I ristoratori: «Siamo impotenti». Ma in paese c'è chi non si perde d'animo.
RESCUE MEDIA
La frana si muove: «Ora è molto pericoloso»
La montagna minaccia di staccarsi sulla cantonale per Brusino. I ristoratori: «Siamo impotenti». Ma in paese c'è chi non si perde d'animo.

RIVA SAN VITALE - La cantonale tra Brusino Arsizio e Riva San Vitale, minacciata da una frana, rimarrà chiusa dalle 19 di questa sera almeno fino alle 7 di domani mattina. Lo conferma a tio.ch Giovanni Simona, Capo dell’Ufficio dei servizi di manutenzione stradale.

I sassi che rischiano di staccarsi e scivolare sulla strada sono sempre più minacciosi: «Non è escluso che rimanga chiusa anche più a lungo. Per il momento però non possiamo fare previsioni più precise».

Chiusa fino a domani mattina - Il geologo cantonale domani mattina effettuerà un ulteriore sopralluogo: «Solo in seguito avremo gli elementi per valutare la situazione». 

Come detto però la montagna si fa sempre più minacciosa: «La frana si sta muovendo e lo fa con una rapidità sostenuta. Stiamo parlando di un centimetro all'ora». Nel concreto? «Ogni quattro o cinque minuti c'è un sasso che viene giù».

La montagna si muove - La situazione «è veramente pericolosa e in queste condizioni la strada non può rimanere aperta durante la notte. Oltretutto la frana non si trova proprio a bordo della carreggiata, ma a una cinquantina di metri al di sopra. Di conseguenza con l'oscurità non si vede l'evoluzione del pericolo».

Domani mattina però qualcosa potrebbe cambiare: «Se le condizioni di domani dovesse rimanere uguali, apriremo probabilmente una corsia, il tutto sotto la sorvegliata degli agenti».

«Non è un intervento facile» - Nel mazzo delle possibilità d'intervento però le carte da pescare non sono molte.

«Domani pomeriggio inizieremo a capire, se non dovesse essere venuta giù da sola, come tirarla giù in modo artificiale». «La possibilità c'è, ma non abbiamo ancora valutato come, quando, perché non è un intervento facile».

Sono circa tremila metri cubi di materiale, «ci vuole una certa attenzione su come procedere», spiega Simona.

«Abbiamo la fortuna in tutta questa storia che non ci sono abitazioni nei paraggi». Il luogo della frana si trova nel bosco, «mal che vada sarà la strada a venire danneggiata e non dovrebbero essere coinvolte altre persone».

«Siamo impotenti» - Insomma, ancora tanta incertezza (per ragioni di sicurezza) che non lascia dormire sonni tranquilli a chi, grazie a quella strada, ci campa.

«Cosa si fa? Siamo impotenti, possiamo solo provare a capire come evolvono le cose», ci raccontano con una malcelata tristezza dal Grotto Pojana, «per domani avremmo delle prenotazioni, ma chi lo sa... Di sicuro questa sera restiamo aperti, al momento il personale è già al ristorante, non sappiamo se arriveranno dei clienti oppure no ma in ogni caso ci sono lavori da fare e cose da sistemare. Poi per capire se si potrà lavorare oppure no ci baseremo su quello che diranno le autorità, dubito che i clienti si faranno il giro dall'Italia per venire a mangiare... magari in barca, chi lo sa», conclude con un pizzico d'ironia velato d'amarezza.

Frustrazione difficile da nascondere - «Doveva essere una serata da pienone, invece tre tavoli - e di una certa importanza - hanno già disdetto, per un ristorante della nostra tipologia è un brutto colpo», ci spiega il titolare del Ristorante Battello Marco Silvestro, «noi comunque restiamo aperti, forniamo appoggio a un B&B in paese e quindi di chiudere non se ne parla... ho anche un evento previsto per venerdì e non so se sia il caso di annullarlo o meno... C'è frustrazione? Certo che sì, arriviamo da un inverno rigido e un'estate pessima, piacere non fa. Ma si tiene duro».

Ma c'è anche chi non si perde d'animo - «Ho due arrivi domani da Berna e li ho già contattati per avvertirli», ci racconta Ariane Polli la gerente del B&B Dolceresio Lugano Lake B&B, «mi sono offerta di andarli a prendere in stazione a Capolago e portarli qui, passando dall'Italia ovviamente (vedi box sotto, ndr.). Ma loro sono stati molto gentili e mi hanno detto che anticipavano l'arrivo e ne approfittavano per prendere il battello per venire a Brusino. Insomma, l'hanno presa con filosofia e per loro sarà di sicuro un soggiorno all'insegna di un turismo... un po' diverso».

La roccia pericolante, tra l'altro, minaccia anche il Carnevale di sabato: «È molto pittoresco e apprezzato in tutta la regione», continua Polli, «vediamo come si evolveranno le cose e incrociamo le dita...».

Un blocco che alza la pressione sul traffico di tutto il Sottoceneri

La frana che minaccia la cantonale Riva - Brusino non rischia di essere problematica solo per i ristoratori e gli abitanti del comune lacustre, ma potrebbe complicare le cose per il traffico pendolare da (e verso) la vicina Italia. Già perché il valico di Brusino/Porto Ceresio viene varcato quotidianamente da decine e decine di frontalieri residenti nel Varesotto (e in qualche caso anche nel Comasco). Con la strada chiusa questi dovranno forzatamente cercare un'alternativa. 

Nel caso la destinazione sia Lugano potrebbe essere la già stremata dogana di Ponte Tresa. Altri valichi verosimilmente più sotto pressione da domattina saranno quello di Clivio/San Pietro di Stabio e Saltrio/Arzo e forse anche Gaggiolo, finendo allo svincolo di Mendrisio. Percorsi, questi, che verranno battuti anche dagli stessi abitanti di Brusino.

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