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RIVA SAN VITALE

Strada bloccata: «Ristoratori? Difficile un risarcimento»

Sono iniziati i lavori per provocare la frana che minaccia di staccarsi sulla strada cantonale tra Riva San Vitale e Brusino Arsizio.
Strada bloccata: «Ristoratori? Difficile un risarcimento»
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Strada bloccata: «Ristoratori? Difficile un risarcimento»
Sono iniziati i lavori per provocare la frana che minaccia di staccarsi sulla strada cantonale tra Riva San Vitale e Brusino Arsizio.

RIVA SAN VITALE - Si è decisa la via dell'acqua per innescare la caduta dei 3000 metri cubi di roccia che minacciano la cantonale tra Riva San Vitale e Brusino Arsizio. I lavori per il distacco controllato sono attualmente in corso da parte degli addetti alla manutenzione stradale, aiutati dai pompieri del centro di soccorso Mendrisiotto, sotto il controllo dell’ufficio del geologo Cantonale. L'obiettivo? Far cadere la frana il prima possibile.

L’incertezza non tocca solo i molti frontalieri che percorrono ogni giorno il tratto stradale, ma anche i ristoratori e commercianti di Brusino Arsizio che rischiano di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.

Tanta incertezza - «Una decina di anni fa era già successo che chiudessero la strada per una settimana. Avevamo chiesto un risarcimento al Cantone, ma non avevamo visto un franco», ci ha raccontato un ristoratore locale. «Per questo motivo oggi, anche se dovesse restare chiusa una settimana, non chiederò niente. Tanto è inutile».

Ma come funzionano i risarcimenti cantonali agli esercizi che non possono praticare la propria attività a causa di pericoli naturali? «Le informazioni sono ancora imprecise per quanto riguarda la situazione a Brusino. Per fare il quadro della situazione però possiamo ripescare quanto accaduto in Val Bavona quando la scorsa estate l'accesso fu completamente bloccato», ci spiega l’avvocato Marco Garbani, consulente giuridico di GastroTicino. «In quel caso eravamo di fronte a un evento naturale che non permetteva l'accesso alle attività lavorative. La legge sulla disoccupazione permette di avere dei crediti». 

Paragoni e differenze - I requisiti però nel caso della Val Bavona non sono gli stessi, come ci spiega l’avvocato, che possiamo ritrovare a Brusino Arsizio. Vediamo nel dettaglio: «Innanzitutto il motivo ci sarebbe, si tratta di un evento naturale che supera la volontà dell’uomo. Non basta però che la strada sia chiusa per due giorni. In questo caso rientrerebbe nel normale rischio aziendale».

Ma non è tutto. «Inoltre il comune del Mendrisiotto non è tagliato fuori dal mondo. Come invece era successo per la Val Bavona». Si può infatti raggiungere Brusino Arsizio tramite battello (sono state organizzate delle corse speciali) oppure lungo il versante italiano. «Non mi sembra quindi che per il momento ci siano gli estremi».

Insomma il tempo è la variabile sulla quale si gioca la partita: «La chiusura deve perdurare per qualche giorno per far sì che abbia un certo impatto per la ristorazione». Detto questo «bisogna riconoscere che il disagio è presente, non voglio certo minimizzare l’accaduto». Per quanto riguarda il risarcimento «è oggettivamente difficile pensare di ottenere dei crediti con queste prerogative».

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