Il monitoraggio delle presenze politiche su RSI e Teleticino svela un cortocircuito fra apparizioni e peso elettorale effettivo.
LUGANO - Politica e televisione, un binomio quanto meno delicato, per più di un motivo.
Un recente rapporto, elaborato su incarico di Avanti con Ticino&Lavoro, ha preso in esame il periodo che va dall'1 settembre al 31 dicembre del 2024 rilevando «significative discrepanze tra la rappresentanza mediatica dei partiti e il loro peso elettorale», riporta il testo.
Al vaglio le emittenti locali RSI e Teleticino e i loro format politici che hanno ospitato in totale 360 ospiti (156 per Rsi e 204 per Teleticino).
Di questi, conferma il monitoraggio, la maggioranza appartenevano al PS (24% in Rsi e 22% a Teleticino), segue il PLR (19,9 e 21,1). Al terzo posto - a seconda dell'emittente - troviamo Udc (18,6 e 14,7) e Centro (14,7 e 17,2).
Aspetto su cui punta lo studio è la discrepanza fra esposizione mediatica ed effettivo risultato elettorale, in questo senso «le risultanze mostrano che alcune formazioni politiche godono di una sovrarappresentazione, mentre altre appaiono sistematicamente sottorappresentate e altre ancora addirittura inesistenti».
In questo senso il Ps sarebbe sempre davanti a tutti con una sovrarappresentazione dell'11%, seguono Udc e Verdi. A essere, invece, sottorapresentata è invece la Lega dei Ticinesi (-6% nel rapporto fra presenze televisive e risultato alle urne). Meno marcata, invece, la differenza per Plr e il Centro.
Per quanto riguarda i partiti minori, invece, solo briciole: realtà come Avanti con Ticino&Lavoro, Più Donne, Partito Comunista, MPS, PVL e Helvetica risultano «quasi completamente assenti» su RSI e scarsamente rappresentate su Teleticino.
Le emittenti concessionarie, finanziate con fondi pubblici, sono tenute per legge a garantire un’informazione equilibrata e pluralista, come stabilito dalla Legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) e dall’ordinanza relativa La Concessione alla SSR impone di offrire un’informazione imparziale e rappresentativa del dibattito democratico, evitando distorsioni nella selezione degli ospiti», chiosa via nota Amalia Mirante di Avanti con Ticino&Lavoro, «il monitoraggio evidenzia come le scelte editoriali attuali non rispettino pienamente questi principi. La sovrarappresentazione di alcune forze politiche e la sistematica esclusione di altre possono influenzare la percezione dell’opinione pubblica e alterare il pluralismo democratico».
Da cui la richiesta: «Alla luce di queste evidenze, si chiede una maggiore attenzione alla distribuzione equilibrata degli spazi nei programmi di approfondimento politico [così come] l’implementazione di criteri più trasparenti e bilanciati nella selezione degli ospiti, in linea con i principi di equità sanciti dal mandato di servizio pubblico».