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Nuova eruzione vulcanica, due giovani ticinesi: «Eravamo in auto, poi una nuvola enorme»

In Islanda dichiarato lo stato d'emergenza nella penisola di Reykjanes, sul posto due turisti luganesi, il loro racconto.
Nuova eruzione vulcanica, due giovani ticinesi: «Eravamo in auto, poi una nuvola enorme»
Keystone
Nuova eruzione vulcanica, due giovani ticinesi: «Eravamo in auto, poi una nuvola enorme»
In Islanda dichiarato lo stato d'emergenza nella penisola di Reykjanes, sul posto due turisti luganesi, il loro racconto.
GARDUR - La notizia arriva in redazione nel tardo pomeriggio di oggi (mercoledì), direttamente dall'Islanda e firmata da due giovani viaggiatori ticinesi. Si tratta dello stato di emergenza, in codice rosso, dichiarato in queste ore nella penisola d...

GARDUR - La notizia arriva in redazione nel tardo pomeriggio di oggi (mercoledì), direttamente dall'Islanda e firmata da due giovani viaggiatori ticinesi. Si tratta dello stato di emergenza, in codice rosso, dichiarato in queste ore nella penisola di Reykjanes, a causa di una nuova eruzione vulcanica, scoppiata nel sud-ovest dell'Islanda, come confermato dall'Ufficio meteorologico islandese (Imo).

Le autorità hanno evacuato la vicina città di Grindavik per quella che è l'ottava eruzione in poco più di tre anni e la quinta in sei mesi. Ma come detto, sono Clarissa, 29 anni, e Damiano, 27, entrambi di Lugano, a spiegarci quanto sta accadendo, con una premessa, «siamo arrivati in Islanda il 23 maggio e abbiamo girato tutta la costa sud - racconta Clarissa -; oggi dovevamo rientrare nella capitale Reykjavik, ma abbiamo deciso di andare fino alla parte più a ovest dell’isola (Gardur), nella penisola di Reykjanes».

Proprio in concomitanza con l'inizio della nuova eruzione. «Eravamo in auto e abbiamo iniziato a vedere una sorta di nuvola enorme, abbiamo capito subito che c’era qualcosa di strano». Fino ad «arrivare in una zona con maggiore visibilità e ci siamo ritrovati davanti alla scena».

In Islanda però non c'è spazio per l'improvvisazione o il panico. «Abbiamo aperto l’applicazione Save Travel e abbiamo ricevuto gli avvisi di eruzione», ci conferma la 29enne, che poi aggiunge: «Le strade per arrivare a Grindavik, città dove ci sono stati più danni nei mesi scorsi, erano già chiuse al momento del nostro arrivo e la situazione è costantemente monitorata».

Anche oggi, a circa tre settimane dalla fine della precedente eruzione in corso dal 16 marzo, «la polizia è arrivata in diverse zone della penisola, anche dove eravamo noi, e hanno iniziato a chiudere ulteriori strade. Qui l’organizzazione è ottima e per il momento, il nostro volo di rientro di domani non è stato cancellato».

Infine un'ultima rassicurazione per chi li aspetta in Ticino: «La situazione è sotto controllo, non ci sono vittime o feriti e la gente è molto tranquilla».

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