Tokyo ha ritenuto insufficienti le attuali capacità di autodifesa di fronte alle tre grandi preoccupazioni: Cina, Corea del Nord e Russia
TOKYO - Il governo giapponese ha approvato il piano quinquennale della Difesa che prevede un bilancio quasi raddoppiato per le spese militari, tra cui i missili terra-aria Patriot statunitensi, validando il raggiungimento del 2% del Pil entro il 2027, in linea con i Paesi della Nato.
La controversa decisione, preceduta da un lungo dibattito parlamentare - e una profonda divisione dell'opinione pubblica, rappresenta il più drastico cambiamento di rotta per Tokyo dal Dopoguerra, a fronte di una Costituzione pacifista che impedisce di fatto il possesso di armi di proiezione di potenza offensiva.
Il nuovo programma della Difesa nipponico giudica la Cina come 'la più grande sfida strategica', la Corea del Nord 'una minaccia più grave e più imminente di prima' e la Russia come 'una seria preoccupazione per la sicurezza'. Nella prima revisione dal 2013, il governo considera le attuali capacità di autodifesa insufficienti a contenere 'il rafforzamento missilistico' di paesi vicini quali la Cina e la Corea del Nord. Il Giappone ha a lungo mantenuto il budget della Difesa all'1% del prodotto interno lordo, pari a circa 5000 miliardi di yen (circa 33,60 miliardi di franchi) su base annuale, un valore che schizzerà a 8900 miliardi entro il 2027, senza includere le spese per il sostentamento delle truppe americane schierate a difesa dell'arcipelago.
Dei circa 43'000 miliardi di yen preventivati, 5000 miliardi verranno utilizzati per l'acquisizione di missili in grado di essere lanciati oltre il fuoco nemico, estendendo il raggio delle Forze di autodifesa e della Guardia Costiera, oltre a procurarsi 500 missili da crociera Tomahawk di fabbricazione statunitense, con una gittata di circa 1600 chilometri.
Nel documento di programmazione strategica cambiano anche i toni e i criteri di valutazione del rischio. Quello che in precedenza veniva definito un "partenariato strategico che puntava a vantaggi reciproci" con Pechino, si trasforma in un "rapporto costruttivo e stabile", e una migliore comunicazione. Messaggio analogo per Mosca: la precedente richiesta di legami e cooperazione rafforzati con la Russia, ora si trasforma in "una forte preoccupazione per la sicurezza" a causa della assertività della Federazione russa in Asia e la cooperazione con la Cina.