Novak Djokovic incorona il giovane Mensik dopo la finale di Miami
«L'ho visto giocare quando aveva 15 o 16 anni e l'ho invitato nel mio club a Belgrado. Sono contento che riesca a sfruttare il suo potenziale».
MIAMI - Iniziata con quasi sei ore di ritardo a causa della pioggia, la finale del Masters 1000 di Miami ha incoronato Jakub Mensik, che grazie al suo solido talento ha vinto il primo titolo in carriera. Il 19enne è diventato anche il quarto giocatore ceco a vincere un Masters 1000, il primo dal lontano 2005 (Tomas Berdych).
A fine partita Mensik ha ricevuto anche la “benedizione” di Novak Djokovic, che ha fallito la missione 100esimo titolo - siamo certi che prestissimo ci riproverà - ma che ha comunque voluto rendere omaggio al suo avversario usando delle belle parole.
«Non sono mai contento di perdere, ma contro Jakub è una delle volte nelle quali mi dispiace meno - ha esordito Nole in conferenza stampa, spiegando poi il perché - L'ho visto giocare quando aveva 15 o 16 anni, poi ci siamo allenati insieme e l'ho invitato nel mio club a Belgrado. Il suo attuale fisioterapista è il mio ex fisioterapista, un serbo. Ho sempre pensato che sarebbe diventato uno dei migliori al mondo». E ora Mensik ha raggiunto il 24esimo posto del ranking. «Sono contento che riesca a sfruttare il suo potenziale - ha aggiunto il 37enne di Belgrado - Ha un servizio incredibile che gli offre molti punti gratuiti. Il suo rovescio viene dalla scuola di gioco ceca e questo significa che è sempre buono. Poi è migliorato molto anche con il dritto. Per un giocatore così alto si muove anche molto bene. Ha davanti a sé un futuro luminoso».
Chiusura sul suo torneo. «Sento un sapore agrodolce. Miami mi ha portato tanta gioia e cose belle e ho fatto un torneo incredibile. Ho concluso con una sconfitta, ma ho giocato un ottimo tennis».