Il vertice di tre giorni con il principe ereditario Moḥammad bin Salman ha luogo in un momento di chiare difficoltà interne al paese.
RIAD - Pechino e Riad, un asse che si è sviluppato e intensificato durante gli ultimi anni. La logica conseguenza dell’incrociarsi di obiettivi comuni. Xi Jinping è cosciente dell’importanza degli accordi con la corona saudita e, in un momento di estrema difficoltà interna a causa delle violente proteste contro la politica zero-covid di Pechino, ha deciso di recarsi nel Golfo per intensificare i suoi legami economici e politici con il regno arabo. Cosa dobbiamo aspettarci e come potrebbero evolversi le dinamiche geopolitiche del Golfo?
Intensificare rapporti commerciali - Un vertice di tre giorni che inizierà domani e si concluderà il 9 dicembre. La Cina è già il principale partner commerciale dell'Arabia Saudita e il regno arabo è membro dell'iniziativa globale cinese Belt and Road. La nuova via della seta per migliorare i collegamenti commerciali con i paesi nell'Eurasia.
Il braccio del dragone non si limiterà però soltanto all’Arabia Saudita. L’obiettivo è incrementare la sinergia anche con altri Stati del Golfo. I leader del Consiglio di Cooperazione degli Stati del Golfo dovrebbero infatti partecipare ai vertici regionali. Il presidente tunisino Kais Saied si recherà mercoledì in Arabia Saudita per partecipare agli incontri, hanno riferito i media locali, ma altri dignitari arabi non hanno confermato immediatamente la loro presenza.
Ci sono stati diversi sviluppi nelle relazioni saudite-cinesi in vista della visita di Xi. Il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan e il suo omologo cinese Wang Yi si sono incontrati a ottobre. Wang ha elogiato l'Arabia Saudita per aver sostenuto la Cina su questioni politiche, citando Taiwan, Hong Kong e l'internamento di musulmani cinesi nella provincia dello Xinjiang.
Un chiaro messaggio per Washington - Molti media internazionali hanno inquadrato l'imminente visita saudita di Xi come un chiaro messaggio e una dimostrazione di forza verso l'amministrazione statunitense. Durante il suo viaggio a Riad a luglio, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha promesso che gli Stati Uniti non avrebbero ceduto influenza alla Cina in Medio Oriente.
La visita rappresenta una sfida per Washington. L’asse Pechino-Riad mina l’influenza americana nella regione. «Non ce ne andremo lasciando un vuoto che verrà riempito da Cina, Russia o Iran», ha detto il presidente degli Stati Uniti durante la sua visita in Arabia Saudita lo scorso luglio.
Il congresso arriva in un momento in cui le relazioni tra Riad e Washington a causa del rifiuto saudita di incrementare la produzione di greggio. Una decisione che avrebbe abbassato di fatto il prezzo del petrolio e che ha mandato di tutte le furie la Casa Bianca. Questioni sulla politica energetica che si sommano alle già problematiche violazioni dei diritti umani da sempre criticate da Washington. Rapporti sempre più freddi che favoriscono un riavvicinamento con la Cina, pronta ad approfittare dei vuoti lasciati dall'amministrazione Biden.