Hamas lo considera «un ricatto a buon mercato» e avverte: «Non liberiamo ostaggi senza impegno sulla fine della guerra»
TEL AVIV - Israele ha bloccato l'accesso alla Striscia di Gaza a tutti gli aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese.
«La mossa di Israele di sospendere gli aiuti è simbolica. Israele ritiene che nelle ultime settimane siano arrivati a Gaza aiuti umanitari sufficienti per 4 mesi. I magazzini di Hamas sono pieni di beni, dopo che 25.200 camion di aiuti sono entrati nella Striscia durante gli ultimi 42 giorni di cessate il fuoco. Secondo le stime, l'organizzazione dispone di scorte sufficienti per almeno quattro mesi». Lo riferiscono i media israeliani.
L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Hamas ha finora rifiutato di accettare un'estensione temporanea del cessate il fuoco su proposta dell'inviato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff. Hamas ha replicato, tramite un portavoce, che si tratta di «un ricatto a buon mercato». L'organizzazione terroristica palestinese ha chiesto l'attuazione della seconda fase degli accordi per il cessate il fuoco e al New York Times ha fatto sapere che accettare il piano Witkoff «significherebbe consegnare metà degli ostaggi, senza alcuna promessa che ciò porterebbe alla fine della guerra o a un cessate il fuoco permanente, come stabilito nella seconda fase dell'accordo».
Il movimento militante islamico afferma anche che «Israele si sottrae ripetutamente agli accordi firmati e continua a eludere l'adempimento dei suoi impegni sul cessate il fuoco. Questa manipolazione in corso non restituirà i rapiti alle loro famiglie, ma al contrario, porterà a continue sofferenze e metterà in pericolo le loro vite, se non si esercita pressione su Israele affinché rispetti i suoi obblighi».
Secondo Hamas, «l'unico modo per raggiungere la stabilità nella regione e liberare i rapiti è completare l'accordo, iniziando con l'attuazione della seconda fase». L'organizzazione terroristica ha anche dichiarato di aver sollecitato i Paesi mediatori affinché costringano «Israele a revocare la decisione di sospendere il passaggio di aiuti umanitari a Gaza».
Hamas considera «un crimine di guerra» il blocco dell'ingresso di aiuti umanitari a Gaza imposto da Netanyahu.