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SAN GALLO

Cade nell'alluminio liquido, è già in piedi

L'elettricista, nonostante il "bagno" a 720 gradi, è di nuovo in grado di camminare dopo pochi giorni
Polizia san gallo
Cade nell'alluminio liquido, è già in piedi
L'elettricista, nonostante il "bagno" a 720 gradi, è di nuovo in grado di camminare dopo pochi giorni
SAN GALLO - L'incidente si è verificato mercoledì, in uno stabilimento industriale della città di San Gallo. Qui, due addetti alla manutenzione stavano eseguendo dei lavori in prossimità di un forno colmo di alluminio liqu...

SAN GALLO - L'incidente si è verificato mercoledì, in uno stabilimento industriale della città di San Gallo. Qui, due addetti alla manutenzione stavano eseguendo dei lavori in prossimità di un forno colmo di alluminio liquido, mantenuto a una temperatura di circa 720 gradi centigradi. Proprio in questo pozzo, come rivelato dalla polizia cantonale sangallese, è accidentalmente precipitato un elettricista 25enne. Il giovane, rimasto immerso nel "brodo" incandescente fino alle ginocchia, è stato immediatamente soccorso e trasferito in ospedale grazie a un elicottero della Rega.

A quanto pare, nella disgrazia, il ragazzo è stato fortunato. Come ha spiegato a FM1 Today il suo superiore Andreas Müller, CEO di DGS Druckgusssysteme AG, l'elettricista è stato dimesso dall'ospedale. Ed è già in grado di camminare senza problemi. «Fortuna ha voluto che sia riuscito a uscire dal materiale liquido il più rapidamente possibile», ha spiegato Müller. Oltre al suo «grande angelo custode», anche un collega e i primi soccorritori hanno contribuito a garantire che l'incidente non avesse conseguenze ben peggiori.

Johannes Rubenbauer, medico esperto nel trattamento delle ustioni presso la clinica di Monaco di Baviera a Bogenhausen, conosce molto bene lesioni di questo tipo. «Chi lavora con tali liquidi e rischia di cadervi dentro, deve indossare indumenti protettivi adeguati, secondo le normative». A queste temperature si verificano ustioni profonde, fino al quarto grado.

Da un'ustione di terzo grado, lo strato di pelle è già completamente distrutto. «Con un'ustione di quarto grado, diventa difficile guarire la pelle perché c'è poco tessuto residuo», continua Rubenbauer. Se non ne resta, «potrebbe essere necessaria un'amputazione». L'amputazione è necessaria anche se si verifica la sindrome compartimentale, cioè un aumento della pressione dei tessuti sotto la pelle, che provoca un'ischemia tissutale.

Questo è ciò che fanno i medici in un caso del genere - «Un paziente con tali ustioni deve essere portato in una clinica specializzata in gravi ustioni il più rapidamente possibile», aggiunge Rubenbauer. I medici esaminano quindi la profondità e l'estensione delle ustioni. «In caso di necessità bisogna operare».

Qui entrano in gioco l'estensione e la profondità delle ustioni. «Se queste sono superficiali è sufficiente una pelle artificiale. In caso di ustioni più profonde, quando possibile, la riepitelizzazione è coadiuvata dall'impianto di innesti cutanei sintetici (soluzione temporanea) o l'autotrapianto di tessuto epidermico (permanente). In caso queste soluzioni non bastassero si opta per l'amputazione.

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COMMENTI
 

Lorenzo62 2 anni fa su tio
Lourdes subito

ReoZH 2 anni fa su tio
Miracolato

Princi 2 anni fa su tio
come nel film terminetor
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