Tra i problemi il crescente numero di anziani, animali e della popolazione. Oltre a giovani che rifiutano il lavoro a tempo pieno
BERNA - Quattro associazioni di professioni di medicina umana e una di veterinaria manifestano oggi sulla Piazza federale per denunciare il degrado delle condizioni dei loro membri. La situazione attuale di medici, farmacisti, chiropratici, dentisti e veterinari a loro avviso rischia di compromettere la qualità delle cure.
Le organizzazioni hanno messo in scena una corsa ad otto ostacoli, corrispondenti ad altrettanti punti su cui ritengono sia indispensabile agire per rimediare alla carenza di posti di studio nelle università, alle inadeguate condizioni di lavoro e agli eccessivi compiti amministrativi.
Stando a un comunicato diramato in concomitanza con l'iniziativa, la Federazione dei medici svizzeri (FMH), la Società svizzera dei farmacisti (pharmaSuisse), l'Associazione svizzera di chiropratica (ChiroSuisse), la Società svizzera odontoiatri (SSO) e la Società delle veterinarie e dei veterinari svizzeri (GST/SVS) rappresentano complessivamente oltre 63'000 persone.
Oltre alla questione dell'accesso agli studi, i manifestanti esigono adeguate possibilità di perfezionamento. In materia di condizioni quadro, accanto a una riduzione del lavoro amministrativo, chiedono promozione e finanziamento della trasformazione digitale delle loro attività. Un altro auspicio è la garanzia di sufficienti posti di lavoro nelle regioni periferiche.
«Con l'attuazione di queste richieste, la politica contribuisce a garantire anche in futuro una buona assistenza medica per le persone e per gli animali in Svizzera (...). Non si può più far finta di niente e rimandare», scrivono le cinque associazioni.
A loro avviso, la necessità di cure umane è aumentata per ragioni demografiche. Da un lato la popolazione cresce, dall'altro invecchia. Inoltre, nelle professioni mediche la generazione dei baby boomer è prossima alla pensione e tra i professionisti più giovani la tendenza al lavoro a tempo parziale non accenna a diminuire. I veterinari fanno poi notare che negli ultimi anni è aumentato il numero di animali domestici.