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RIVA SAN VITALE

Una frana che non vuole venire giù

La strada tra Riva San Vitale e Brusino Arsizio resterà chiusa sicuramente fino a venerdì. Il punto sui lavori.
Ti-Press / Pablo Gianinazzi
Una frana che non vuole venire giù
La strada tra Riva San Vitale e Brusino Arsizio resterà chiusa sicuramente fino a venerdì. Il punto sui lavori.

RIVA SAN VITALE - La strada cantonale che collega Brusino Arsizio a Riva San Vitale resterà chiusa almeno fino a venerdì. Lo conferma a Tio.ch Giovanni Simona, Capo dell’Ufficio dei servizi di manutenzione stradale. Una chiusura così prolungata era già nell’aria ieri, ma ora, dopo la riunione dello Stato maggiore degli enti di primo intervento, lo scenario si è concretizzato.

Polizia e ambulanza possono passare - «A partire da oggi abbiamo aperto il traffico controllato per i mezzi di soccorso» continua Simona. «Pompieri, polizia e ambulanza possono quindi raggiungere Brusino Arsizio».

Ma non è tutto. «Stiamo verificando la possibilità di far transitare anche il servizio postale (lettere e pacchi), i servizi di prima necessità medica e le riforniture per il negozio di alimentari». Già, perché la situazione inizia a pesare sulle spalle dei commercianti. 

Il ruolo della meteo - «La Posta ha già ottenuto l’autorizzazione per passare dall'Italia. Un accordo simile a quanto ottenuto dalle tre stazioni di servizio che devono essere chiaramente rifornite regolarmente di carburante». Insomma, una prima parvenza di normalizzazione che potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni. Mercoledì è in programma un'ulteriore riunione con lo Stato maggiore della polizia per valutare l’evolversi della situazione.

La meteo però non gioca a favore. «Domani dovrebbe piovere e probabilmente non riusciremo a lavorare. Bisognerà poi fare una valutazione a metà e alla fine settimana per capire effettivamente se possiamo aprire».

La montagna si muove (ma troppo poco) - Per il momento i vari tentativi per provocare artificialmente la frana che minaccia la strada sono stati vani. «Stiamo ancora lavorando con i macchinari», continua Simona. «Oggi abbiamo posato una rete di protezione provvisoria per riparare la strada. «Proseguiamo nel tentativo di far venire giù la frana, che però non cede». 

La montagna si muove ma non abbastanza. Oltre 600 metri cubi di roccia sono già scesi, ma buona parte si è fermata sulla scarpata. «Non sono così sorpreso. Si tratta di un pendio molto fratturato, quasi ghiaia. Basta camminarci sopra per far scivolare tutto a valle la parte superficiale, mentre il materiale che c’è al di sotto rimane sulla scarpata». Ci sono poi parecchie piante che «tendono a consolidare la scarpata e impediscono che la frana scivoli improvvisamente».

Una situazione negativa? «No anzi, è una fortuna. Se dovesse venire giù tutto d'un colpo, sarebbe un problema maggiore per la strada, che subirebbe più danni. Con il nostro lavoro la montagna si sposta in maniera più controllata limitando i danni».

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