L'ultimo episodio appena qualche giorno fa nella zona del Parco del Laveggio: due cani sono finiti d'urgenza dal veterinario.
La cittadina però denuncia: «Dopo due giorni persi al telefono nessuno sa chi debba analizzare questi campioni»
STABIO - I presunti bocconi avvelenati, sparsi per i prati e i parchi tra Stabio e Genestrerio, continuano a mettere in allerta la popolazione. Questa volta non sono infatti solo le pagine social a lanciare l’allarme, bensì una proprietaria di due labrador di 5 e 11 anni. Il 23 febbraio, mentre era fuori per una passeggiata nel Parco del Laveggio, i suoi cani nelle vicinanze del fiume hanno ingerito qualcosa. Senza pensarci due volte, la donna ha raccolto dei campioni del cibo sospetto e ha caricato gli animali in auto, trasportandoli in clinica veterinaria a Cadempino dove i medici veterinari hanno provveduto a prestare le cure del caso.
Dal materiale prelevato è risultato che nella pancia di uno dei due cani, oltre alla carne macinata con cui era stato fatto il boccone, vi era del materiale verde fosforescente. Gli esami ematici hanno poi mostrato che il cane più anziano aveva i valori dei fattori coagulanti alterati, indice del fatto che verosimilmente l’organismo sia entrato in contatto con materiale nocivo. «Ora è in terapia con la vitamina K», spiega Barbara a tio/20 Minuti.
Da lì la decisione di denunciare il fatto. Ma a chi?
Stando a quanto riportato in un nostro precedente articolo, è la Polizia cantonale l’organo a cui presentare denuncia contro ignoti. Tuttavia sulla competenza di chi dovrebbe eventualmente analizzare i presunti bocconi avvelenati vi è un po’ di confusione. «Manca una procedura chiara», sottolinea la proprietaria dei due cani. È infatti stata rimbalzata dalla Polizia comunale all’Ufficio del veterinario cantonale, fino alla Polizia cantonale: nessuno ha saputo fornire una risposta chiara sulla questione.
Mancanza di una procedura chiara - Sul punto abbiamo chiesto spiegazioni, senza però ricevere risposte chiarificatorie. L’Ufficio del veterinario cantonale si limita a sottolineare come questo tipo di segnalazioni siano «di competenza della Polizia cantonale e solo loro possono monitorare la situazione». La polizia però dal canto suo dichiara: «In caso di ritrovamento, è necessario contattare la polizia e attendere l'arrivo della pattuglia sul posto che avvierà i necessari accertamenti».
Sulla questione è tornato anche Giovanni Albertini, granconsigliere di Avanti con Ticino&Lavoro, inoltrando al Governo un'altra interrogazione. «Queste criticità, unite alla mancanza di un’adeguata informazione, lasciano i cittadini soli di fronte a situazioni potenzialmente pericolose per la salute pubblica». La situazione, continua, evidenzia «una grave carenza nella tutela della salute pubblica e nella prevenzione di reati contro gli animali. È fondamentale che il Consiglio di Stato intervenga con urgenza per migliorare le procedure, garantire una maggiore protezione e prevenire situazioni analoghe in futuro».
Cosa dice il Codice di procedura penale?
In termini generali, nel caso in cui un cittadino privato formalizzi una denuncia penale presso il Ministero pubblico, spetterà a quest'ultimo valutare se disporre un'autopsia e/o l'analisi del boccone e/o dell'animale intossicato. In conformità con la Legge federale sulla protezione degli animali (LPAn; RL 455) e il Codice di procedura penale (CPP; RL 312.0).
Potrebbe trattarsi di veleno per topi - All’Ufficio del veterinario cantonale abbiamo inoltre chiesto che cosa potrebbe essere la sostanza verde fosforescente rinvenuta tra i bocconi. «Potrebbe trattarsi di veleno per topi o per lumache. Solitamente ha questo colore per renderlo riconoscibile all’occhio umano. Tuttavia, per comprendere effettivamente quel che vi sia all’interno e determinare quindi il grado di avvelenamento sono necessarie delle analisi di laboratorio».
Ai proprietari viene quindi consigliato di «prestare attenzione ai cani quando si va in passeggiata. Qualora mangino qualcosa di sospetto o si noti malessere al rientro a casa, portarli immediatamente dal veterinario. Denunciare infine il fatto alla Polizia cantonale».