Il caporedattore di una rivista americana è stato aggiunto per sbaglio a un gruppo segreto del governo americano
WASHINGTON - «Sei stato aggiunto a una chat», e molti pensano con terrore all'ennesima per organizzare Pasquetta in anticipo o al gruppo genitori. Poi può succedere che i membri della conversazione siano il vicepresidente americano J.D. Vance, il ministro della Difesa Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio, nonché altri membri del gabinetto e alti funzionari governativi e che si parli degli attacchi agli Houthi, con tanto di date, fatti e indicazioni.
È accaduto al caporedattore della rivista statunitense "The Atlantic" Brian Hughes, che è stato, a suo dire, accidentalmente aggiunto a una chat segreta su Signal del governo degli Stati Uniti, in cui apparentemente sono stati discussi piani militari altamente sensibili. Era metà marzo e, con linguaggio a volte informale, veniva descritto come si volevano condurre gli attacchi nello Yemen.
Hughes ha creduto a uno scherzo, fino a quando ha ricevuto in chat i dettagli sulle prime operazioni del 15 marzo. Quando sono stati colpiti i luoghi citati, nel modo descritto e all'ora indicata, ha compreso che la chat era reale. Ha abbandonato il gruppo senza che nessuno lo sollecitasse o commentasse la sua presenza.
Ne ha parlato in un articolo. Il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale ha cercato di riformulare l'incidente, sostenendo che l'episodio fosse una «prova della coordinazione politica intensa e ponderata tra alti rappresentanti del governo».
Il leader della minoranza dem al Senato, Chuck Schumer, ha criticato la condivisione involontaria di un piano di guerra del Pentagono con il direttore di The Atlantic. «Questa è una delle violazioni più sbalorditive dell'intelligence militare di cui abbia letto da molto, molto tempo», ha affermato. «Questo fiasco richiede un'indagine completa su come sia successo», ha aggiunto.