Calato in Giappone il numero di quanti sognano una riconversione. Non mancano i posti, ma il sostegno alla formazione.
TOKYO - Brusco calo delle persone desiderose di cambiare carriera in Giappone. Da gennaio a settembre 2020, il numero di coloro che volevano passare a una nuova vita professionale è calato del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, che aveva invece registrato un +20%, con 3,5 milioni di lavoratori che aspiravano a una riconversione.
Il motivo? La pandemia ha cancellato posti di lavoro in alcuni settori mentre sono continuate ad aumentare le opportunità in altri, anche molto diversi. Lo scarso sostegno statale alla riconversione professionale, però, non ha permesso ai disoccupati dei primi di passare ai secondi. Come riferisce Nikkei Asia, inoltre, le generose indennità di lavoro ridotto concesse dal governo non hanno contribuito a stimolare la dinamicità del mercato del lavoro.
In Giappone (e non solo), uno dei settori più colpiti dalla pandemia è stato quello dei servizi della ristorazione. Nuovi posti di lavoro si sono invece creati nell'alta tecnologia e nella finanza.