Le gravi accuse rivolte contro il cantante sollevano indignazione da più parti. E in molti chiedono che la band non si esibisca a Berna.
BERNA - Le gravi accuse mosse nei confronti del frontman della band Rammstein, Till Lindemann, sollevano l'indignazione da diverse parti: politici e associazioni svizzere chiedono l'annullamento del concerto della formazione tedesca previsto questo mese a Berna.
Sono accuse pesanti quelle che negli ultimi tempi gravano sul cantante del gruppo metal teutonico: molestie sessuali, una piaga che non sembra placarsi e a cui il mondo dello spettacolo non è assolutamente estraneo.
Nonostante gli addebiti non siano ancora stati confermati dalle autorità giuridiche, i due concerti previsti il 17 e il 18 giugno dovrebbe essere annullato a detta di molti, che hanno preso posizione in merito pubblicamente.
Tra chi si è detto contrario all'esibizione dei Rammstein presso lo stadio Wankdorf figura, ad esempio, la Gioventù socialista svizzera (GISO Svizzera), che tramite una lettera aperta ha esortato la ditta organizzatrice dell'evento, Gadget abc, a «dover prendere seriamente in considerazione le accuse di violenza sessuale» e a «fare la cosa giusta, ossia annullare il concerto». In questi termini si è espresso il presidente della GISO Nicola Siegrist.
Dal canto loro, gli organizzatori hanno risposto all'esortazione sottolineando che, al momento, non è stato dimostrato il coinvolgimento, né della band né di un membro di essa, in un reato di siffatto genere. Di conseguenza, non sussiste nessuna base giuridica che imponga al partner organizzativo di annullare la performance.
Non soddisfatti della replica di Gadget abc, i membri della GISO hanno lanciato una petizione, sostenuta anche dalle Donne socialiste svizzere, dall'organizzazione femminista in favore della pace (cfd) e dall'ONG contro la violenza sulle donne (Brava), per chiedere la cancellazione dei concerti nelle due date summenzionate. Questa sera verso le 19.00 la petizione aveva raccolto oltre 4000 firme.
Il collettivo di sciopero femminista di Berna (Feministisches Streikkollektiv Bern) ha anche chiesto oggi alla testata Blick che l'organizzatore del concerto si astenga dall'offrire ai Rammstein un'altra piattaforma. Non è da escludere che il collettivo possa organizzare un'azione di protesta davanti allo stadio bernese.
Till Lindemann ha finora negato le accuse a suo carico, che gli imputano di aver dapprima drogato e poi approfittato dello stato di inattitudine di alcune sostenitrici per compiere violenze sessuali nei loro confronti in occasione di esibizioni dal vivo della band. Il 60enne tedesco è ora tutelato dagli avvocati Simon Bergmann e Christian Schertz, come comunicato da essi.
I rappresentanti legali hanno dichiarato che «tutte le accuse mosse nei confronti del nostro assistito sono false, senza eccezioni» e di voler intraprendere un'azione legale contro gli individui che hanno esternato pubblicamente tali addebiti.
Caso seguito da vicino (anche) da Olaf Scholz - Anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz segue il caso delle accuse contro Till Lindemann. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del governo, Steffen Hebestreit, rispondendo a una domanda. Lindemann è accusato da diverse donne di feste a base di sesso e droga e, anche, di possibili abusi. Hebestreit ha fatto riferimento ad accuse «che vanno chiarite», riporta l'agenzia di stampa tedesca Dpa. Alla domanda se Scholz ritenga che siano necessari cambiamenti nell'industria musicale, il portavoce ha affermato che il dibattito su questo tema va affrontato nel settore. Hebestreit ha però anche fatto riferimento alle dichiarazioni della ministra tedesca della Famiglia, Lisa Paus, secondo cui bisogna parlare di come i giovani possano essere protetti meglio. Paus ha anche invitato l'industria musicale a impegnarsi contro il sessismo.