I Verdi interrogano il Municipio sul destino che si prospetta per i diversi alberi presenti ai giardinetti di Besso.
Si tratta di una decina di piante sane, tra cui tre splendide magnolie, un ginkgo e due faggi penduli di una grandezza considerevole, che hanno impiegato decenni per raggiungere la loro grandezza
LUGANO - I giardinetti di Besso come li conoscevamo, presto, non esisteranno più. Il cantiere - iniziato questa primavera - cambierà infatti totalmente volto al comparto dietro alla stazione FFS di Lugano, dove è previsto un nuovo sottopassaggio e una nuova piazza. «La popolazione - precisa il gruppo dei Verdi in Consiglio comunale in un'interrogazione - inizia a rendersi conto che dovrà convivere con i disagi che i cantieri presso la stazione di Lugano provocheranno nei prossimi anni, in vista dell’apertura del tunnel del tram-treno».
Una decina di alberi sani - Disagi che provocheranno la sparizione degli amati giardinetti - per salvarli l'Associazione Besso Pulita! aveva raccolto ben 1'826 firme nel novembre del 2020 - e il probabile abbattimento, stando ai fotomontaggi dei progetti, di diverse piante. «Si tratta di una decina di alberi sani - elencano Nicola Schoenenberger, Marisa Mengotti, Melitta Jalkanen, Niccolò Castelli e Deborah Meili - tra cui tre splendide magnolie, un ginkgo e due faggi penduli di una grandezza considerevole, che hanno impiegato decenni per raggiungere la loro grandezza e offrire refrigerio agli utenti del parco».
Alternative all'abbattimento - Proprio per salvare questi alberi e per tutelare «un luogo d'incontro privilegiato per cittadini e turisti», i Verdi chiedono lumi al Municipio domandando se sia previsto (e quando) l’abbattimento degli alberi dell'area e se tra le vittime vi sia anche il grande acero saccarino su via Besso (vedi foto). In caso contrario, gli ecologisti chiedono se la pianta sia «sufficientemente protetta dal cantiere» per sopravvivere. Infine il Gruppo dei Verdi in Consiglio comunale domanda se la Città non abbia valutato un trapianto in un altro luogo (ad esempio il Tassino) per gli alberi presenti sul sedime. «Valutare una possibile alternativa all'abbattimento sarebbe un atto dovuto nei confronti dei cittadini», concludono gli ecologisti, precisando che «in internet si trovano varie ditte specializzate in trapianti di grandi alberi, come per esempio la ditta Opitz in Baviera della quale alleghiamo un’offerta per una perizia dettagliata».